La pelle è esposta a molteplici sollecitazioni e non è raro danneggiarla, questo comporta ferite, graffi, vesciche e bruciature che possono essere guarite grazie all’ausilio di garze grasse. La ferita deve essere curata come convenuto, protetta e disinfettata se è venuta a contatto con materiale non pulito. La guarigione della lesione non è necessariamente sinonimo di ripristino totale della cute coinvolta o peggio la ferita esposta può infettarsi. Per evitare questo è opportuno avere cura nel medicare la ferita e nel proteggerla da ulteriori insulti esterni.

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La cicatrizzazione con le garze grasse

L’istante in cui si verifica una lesione è anche quello che dà avvio ai complessi processi rigenerativi del tessuto, l’obiettivo è ripristinare la continuità della cute, perché essa è senza ombra di dubbio una barriera fondamentale per l’organismo. Le cellule del tessuto connettivo (fibroblasti) accorrono sul luogo della ferita ed assieme alle cellule che formano i vasi (cellule endoteliali) avviano un processo protettivo e riparante per il tessuto. Il tessuto fibroso, connettivo, occupa la porzione mancante di cute ed al suo interno si generano dei piccoli vasi che alimenteranno il tessuto circostante; sono queste le componenti fondamentali del tessuto di granulazione. Possiamo intendere il tessuto di granulazione come un “coperchio” a protezione dell’area esposta; esso allo stesso tempo promuove il ripristino del tessuto con la formazione di una cicatrice. Il processo riparativo potrà avvenire in due differenti modalità: una cicatrizzazione in prima intenzione tipica delle ferite suturate o per lo meno i cui lembi sono addossati, ed una in seconda intenzione tipica di ferite aperte, graffi, escoriazioni ampie.

È facile intuire come il tessuto cicatriziale riesca a guarire più rapidamente le ferite in prima intenzione, mentre nelle ferite aperte sia portato a riempire lo spazio lesionale dal fondo verso l’alto su tutta la superficie richiedendo tempistiche rigenerative più estese.

Le conseguenze

Il tessuto cicatriziale è molto ricco di connettivo, se quest’ultimo riesce a rimanere limitato nel corso della guarigione, se la ferita non è molto profonda e se i lembi riescono a rimanere accostati il più possibile senza movimenti è possibile che i processi rigenerativi portino ad una cicatrice nella norma, magari invisibile e comunque non impattante esteticamente. Ma se la componente fibrosa prende il sopravvento è possibile la formazione di cicatrici vistose ed antiestetiche, nei casi più gravi così fibrose da irrigidire la porzione cutanea in cui si sviluppano, sono i cosiddetti cheloidi.

IMPORTANZA DELL’USO DI UNA GARZA GRASSA

In circostanze non rare una ferita se legata a patologie specifiche, come nel caso di alcune vascolopatie che limitano l’apporto nutritizio al tessuto cutaneo soprastante, può non trovare la via della guarigione; anzi si trasforma in un’ulcera.

L’ulcerazione assieme ad altre possibilità come ampie ustioni ed escoriazioni ha come caratteristica principale la difficoltà di guarigione, spesso la ferita a lembi aperti rimane esposta, ed anche se il comune uso di garze o cerotti sembra proteggerla dall’infezione, per nulla trae giovamento sui tempi di cicatrizzazione.

È dunque importantissimo valutare l’impiego di medicazioni con garza grassa, questa protegge la ferita e contemporaneamente ne previene più efficacemente l’infezione. Una delle funzioni principali della garza grassa è la stimolazione rigenerativa, questo presidio infatti è imbevuto di sostanze grasse come vaselina o paraffina ed alcuni prodotti contengono anche sostanze stimolanti della cicatrizzazione, rendendo il processo cicatriziale più rapido e sicuro, oltre che meno fastidioso per il paziente.